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Il Cenacolo Estivo di Arturo Artom al Bulgari Hotel di Milano


Elena Parmegiani - 9 Luglio 2019 - 0 comments

Il Cenacolo di Arturo Artom si è riunito nella sua tradizionale versione estiva nel Gazebo del Bulgari Hotel a Milano. All’interno della magica dining room adiacente al giardino botanico di Brera, Enrico Bertolino ha ripercorso con emozione la sua vita iniziata nel quartiere Isola, continuata come bancario e formatore per poi decollare con Zelig. Luigi De Siervo ha raccontato come una carriera da avvocato d’affari si sia trasformata in manageriale prima in Rai fino a guidare il sindacato dei dirigenti, poi in Infrobt a valorizzare i diritti sportivi ed infine come AD della Lega Calcio per fa evolvere l’offerta sempre più in entertainment. Giovanni Audiffredi, direttore di GQ, ha ripercorso una fantastica esperienza giornalistica iniziata all’Unità seguendo le storiche battaglie delle tute blu. Patrizia Rutigliano, responsabile della comunicazione e delle relazioni istituzionali di Snam, ha ricordato gli anni in Fastweb ed al Comune di Milano dove sono state gettate le basi per lo straordinario sviluppo della città e Cristiana Schieppati del successo di Chi è chi. Infine Alessandra Grillo ha raccontato l’intuizione dell’ambientazione da Luna Park per il matrimonio dell’anno tra Chiara Ferragni e Fedez e Luca Olivetti e Marco Cicchetti, presidente e managing director di Prodea, hanno ripercorso l’avventura di due ragazzi di Torino, (Marco Cicchetti e Corrado Camilla), che da un garage hanno creato una delle maggiori società di eventi italiana ed intuito per primi come la produzione di opere liriche, dalle Prime della Scala all’inaugurazione della Royal Opera House di Muscat in Oman, sia il volano migliore per la produzione di grandi eventi internazionali. Emozionante chiusura del grande artista Velasco Vitali che si è soffermato sulla mostra da lui curata nel 2017 delle opere del padre, il Maestro Giancarlo Vitali, diffusa in tutta Milano  e della enorme sorpresa quando, dopo una semplice richiesta via lettera, Peter Greenway accettò di creare la parte della mostra sviluppata in Casa Manzoni.