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Fashion in Town | 2023©

Raffaella Curiel

Guardando la sfilata  A/ I 2011-2012 di Raffaela Curiel ho avuto l’impressione di trovarmi in un quadro di Beraud. Era autunno e sulle strade grigie di Parigi camminavano donne aristocratiche e misteriose. Andavo ad un appuntamento con Rimbaud e prima di entrare nel bistrot ho salutato Manet chi passava in bicicletta.

 

Curiel ha creato una collezione di atmosfera. Silhouette con fianchi marcati e un lusso quasi eccesivo. La donna è coperta di pizzo, pellicce, piume e gioielli imponenti.  Il suo viso è nascosto da cappelli come un opera d’arte. Il mistero della figura femminile domina la passerella. Guanti in colori accesi irrompono nella palette cromatica autunnale come una risata che interrompe la malinconia. Vedo una donna delicata.  Spille, collane, cache col o colli alti proteggono il suo collo. Cinture grosse  circondano la sua vita. Sottili richiami cromatici all’oriente non fanno altro che sottolineare l’idea di lusso.

 

Cappelli, giacche e cappotti si  levano per mostrare una sensualità romantica. La pesantezza degli accessori contrasta con la leggerezza degli abiti e delle maglie- elementi ispirati a Boldini. Un look che riunisce dei contrasti, che svela e nasconde allo stesso tempo. La donna è fragile e adornata, forte e decisa. Mi è piaciuta la collezione di Curiel perché, indossata da una donna giovane, acquisisce una dimensione eccentrica. La definirei meno come haute couture e più come couture del lusso.


Romantica, decisa, ma sopratutto vera, la donna contemporanea in visione Curiel svela i numerosi modi del suo essere. Come un attrice suggerisce emozioni che variano dalla malinconia all’edonismo.

 

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