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Apepazza presenta “M’illumino d’inverno”, la collezione A/I 2014-2015


Sonia Rondini - 25 Agosto 2014 - 0 comments

Immaginate la sensazione che si prova quando improvvisamente l’inverno ci regala una giornata di sole. É qualcosa di inaspettato, mette voglia di uscire, di passeggiare con un look tutto nuovo che non può prescindere da un paio di scarpe intonate al mood. La collezione Apepazza autunno-inverno 2014 sembra disegnata con lo stesso spirito: sprazzi di luce, piccole borchie che sembrano strass, dettagli metallici che sprigionano bagliori glitter, particolari che accendono modelli dal disegno maschile di insolita femminilità, cinghie e laccetti che paiono bracciali. I colori – nero e antracite, ma anche bronzo e ottanio, bordeaux e gold – preludono a un inverno più luminoso. I nomi invitano a vivere anche il freddo con ottimismo: fiordaliso, aloe, narciso, campanula…sembra già primavera. In questo senso il marchio Apepazza non tradisce la vocazione all’invenzione mai scontata che lo contraddistingue. Se la fattura artigianale, la qualità pregiata dei materiali, la minuziosa ricerca di decorazioni volte a impreziosire i modelli sono alla base del successo di Apepazza, lo stile fa volare la fantasia ancora più lontano. Un viaggio inconsueto nelle tendenze più glam della prossima stagione. La linea Harley propone biker, beatle e oxford super-fashion in vitello o crosta, fibbie e cerniere dorate oppure ornamenti di pietre, mini-cammei o micro borchie a ridisegnare il puntale o la linguetta. Improvvisi arabeschi e citazioni tex-mex. Stivaletti con cinghie in diverse allacciature, tronchetti con tacco d’ispirazione west-coast, in camoscio o vitello che sembrano riecheggiare la swinging London, rivisitata con charme e ironia. Non mancano il grande ritorno dell’ankle-boot con tacco quadrato e il ritrovato interesse per il maculato, applicato al tacco o a fascetta. Menzione speciale agli stivali che combinano camoscio, nabuk e stretch in accostamenti inediti per un risultato casual-chic di grande impatto ma di estrema leggerezza. Se i sentieri più battuti non portano da nessuna parte, meglio seguire le evoluzioni di Apepazza, non c’è rischio di annoiarsi.

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