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Dal veto di Los Angeles all’omaggio della Germania: il caso Michael Jackson


Sandra Rondini - 23 Marzo 2019 - 0 comments

Michael Jackson è il re del pop, ma aveva anche un’anima un po’ country e sono stati tanti nella sua carriera i costumi di scena ispirati a questo stile. Adesso il museo di Los Angeles che ne ospitava con orgoglio diversi modelli, attirando migliaia di visitatori, ha deciso, dopo averli esposti per anni, di metterli in archivio perché nessuno possa più vederli. Il motivo è evitare al museo ogni accusa di promuovere l’immagine di un presunto pedofilo.

Protetti da custodie in vetro, i visitatori potevano vedere, tra i tanti capi e accessori esposti, le camicie western di Jackson, i famosi stivali da cowboy di Chrome e la fibbia country della cintura della chitarra che aveva usato per promuovere “Beat It” nel 1982. Ora è tutto riposto in un archivio e nessuno li vedrà più.

Ben altra storia in Germania dove il museo “Bundeskunsthalle” di Bonn ospita fino al 14 luglio la mostra “Michael Jackson: On The Wall”, che esplora l’influsso che la figura del Re del Pop ha avuto sull’arte contemporanea. Qualcosa che nessuno potrà mai cancellare. Sono presenti una serie di istallazioni, dipinti, sculture e fotografie raffiguranti Jacko in ogni forma e posa. Una mossa decisamente in controtendenza rispetto a quanto sta accadendo nel mondo, dove tutti prendono le distanze da Michael Jackson dopo l’uscita del discusso documentario “Leaving Neverland”, persino le radio che non trasmettono più le sue storiche hit.

Il museo, in una nota ufficiale, ha spiegato la scelta di creare questa importante retrospettiva sostenendo di voler omaggiare l’artista, non la persona, come dovrebbe essere in ogni luogo deputato all’arte. D’altronde, Caravaggio era un assassino, ma non ci risulta che nessuna sua opera sia stata rimossa, anzi è tuttora un artista celebrato in tutto il mondo…