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Dedicato a… scoprite a chi!


Sandra Rondini - 4 Febbraio 2012 - 0 comments

Dedicato a… Com’era bella quella canzone della Bertè, ve la ricordate? Poco male, tanto poi ve la inserirò alla fine di questo post. Comunque questo video è dedicato a chi non ha potuto partecipare a Roma New Generation, l’evento tenutosi al Museo Centrale Montemartini all’Ostiense che ha inaugurato in preview, fuori dal calendario ufficiale, la settimana dell’alta moda italiana. Come sempre abbiamo avuto una straordinaria risposta da parte dei blogger che in numerosi sono accorsi attratti dall’inedita commistione di una sfilata di talenti emergenti avantgarde in un contesto museale in cui convivono armoniosamente archeologia classica e industriale. La centrale Montemartini è stata, infatti,  la prima centrale elettrica di Roma, poi riconvertita in museo, lasciando intatte al loro posto le apparecchiature dell’epoca e inserendovi statue dell’antichità classica. Il risultato è magico e straordinario. Il tempo non esiste più. Passato, presente e futuro diventano un unicuum di bellezza lungo la linea temporale della storia. Una linea dove noi possiamo andare e venire ed essere sempre noi. Naturalmente un evento del genere, che puntava a far emergere nuovi talenti non poteva svolgersi nel solito centro storico cittadino che, pur bello che sia, è troppo turistico per fare da sfondo a qualcosa di nuovo. Ha troppa storia sulle proprie spalle per poterne raccontare una nuova. Per questo Eur e Ostiense sono la scommessa della moda del domani. Nonostante l’ostruzionismo delle solite giornaliste che amano alloggiare in alberghi del centro e che dell’Eur non ne vogliono proprio sapere perché lo considerano troppo lontano e poco attraente, è proprio qui che il futuro scalpita per dare a Roma una nuova vita. Eur e Ostiense saranno il defibrillatore di questa città ancorata ad un antico che la trascina verso il basso in modo suicida, come un masso legato ai piedi. Per fortuna il Comune sta investendo molto in queste nuove realtà e crede anche lui che la movida culturale romana ripartirà da qui.

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Dicevamo dei blogger. In tantissimi hanno partecipato all’evento incuriositi per vocazione e passione per tutto ciò che è nuovo. Una passione che manca non solo alle firme storiche del giornalismo di moda romano, ma anche alle supposte nuove leve, pretendenti eredi al loro trono, finti giullari che congiurano contro re e regine, scavalcandole quando possono e millantando credito ovunque. Ma se in Italia il ‘millantato credito’ fosse davvero reato vedremmo le sale stampa svuotarsi di colpo… Di loro certamente, che non solo non hanno scritto una riga sull’evento considerandolo un maxi spot pubblicitario di Cristel Carrisi nessuno ha sentito la mancanza, ma nemmeno la sentiremo in futuro perché continueremo a coinvolgere, oltre alla buona stampa cartacea interessata all’evento che ci ha dimostrato grande affetto e sostegno, e che qui ringraziamo di cuore, (perché non tutti sono così ciechi o ‘pm’, aka pennivendoli e ‘marchettari’) sempre più blogger e aspiranti tali e tanta gente che ha chiamato l’ufficio stampa chiedendo addirittura se c’era un biglietto da pagare per poter entrare. No, il biglietto non c’era, ma Roma discrimina chi ama la moda se non è un fotografo o un giornalista che potrà scrivere due righe l’indomani. Questa è un’ingiustizia senza pari. Da ragazzina avrei dato chissà cosa per assistere alle sfilate dei miei idoli della moda e non è vero che la gente disprezza questo mondo, semplicemente ne è esclusa. Rimbalzata all’ingresso perché non in lista, press agent e stilisti pretendono poi che sia proprio lei poi a comprarsi quegli abiti perché alla fine dello show di questo si tratta: di vendere. Va bene la stampa, va bene il parterre di ospiti prezzolati, ma alla fine è solo e soltanto business ed è la gente che decide se un brand resisterà o meno alla tempesta della crisi. Non dimentichiamocelo. Per questo ogni evento di moda dovrebbe avere una sezione a parte dedicata alla gente comune, un tot di posti da mettere a disposizione di chi magari si accredita per primo come pubblico alle sfilate. Non sarebbe magnifico? Quante signore, quante ragazze, quanti studenti ci sono che non guarderebbero annoiati i vestiti sfilare ma si accenderebbero di reale passione per quel grande spettacolo di straordinaria bellezza che è la moda?

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