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Istanbul – Futuro


Marco Lapenna - 16 Novembre 2011 - 0 comments

La città più popolosa d’Europa (quasi 15 milioni di abitanti) bussa al continente per chiedere il suo giusto posto nella storia. Ebbene si Istanbul è, a tutti gli effetti, uno dei luoghi più interessanti dal punto di vista artistico/culturale.

 

Sorvolando le meraviglie architettoniche, urbanistiche e paesaggistiche che la vecchia Costantinopoli offre ai suoi visitatori, la nostra riflessione si ferma sui cambiamenti antropologico/sociali che i suoi abitanti, da qualche anno, stanno affrontando. Per la quarta volta in otto anni mi sono ritrovato immerso fra le sue genti, i loro desideri e i loro orientamenti e mi sono reso conto che oggi è il momento di volgere lo sguardo  indagatore verso questi luoghi.

 

Gran parte del fermento culturale si concentra in Beyoglu, antico quartiere/città fino ai primi del ‘900  chiamato Pera abitato già secoli fa da europei e genti da tutto il mondo.  Da pochissimo tempo questo enorme quartiere è diventato il centro della vita cittadina. Ogni sera (e non solo il fine settimana) si riversano per le strade un milione di persone che nel brulicare di una metropoli in realtà non dispersiva, rendono l’atmosfera pregna di meravigliosa vitalità. Da vie Bukowskiane come i vicoli a ridosso di Via Refik Saydam dove prostitute e transessuali offrono i loro corpi come la più classica delle merci, a piazze come Galata kulesi dove stilisti del calibro di Simay Bülbül tengono i loro laboratori/studio in una continua ricerca di forme e linee.

 

Eventi come l’ Istanbul Fashion Week (ifw.com.tr/en ) o la miriade di piccoli spazi come il Mozk  (mozk.co.uk/) lasciano presagire che il prossimo terreno su cui piantare i semi della creatività sarà la città fra i due continenti.

 

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