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Raffaella Curiel


Raluca Mocrei - 2 Agosto 2011 - 0 comments

Roma, 11 Luglio 2011-Nei miei silenzi vaganti di riflessioni e di sogni spazio fra le stelle dell’Orsa Maggiore, come similmente accennava Rimbaud in “Ma Bohème” nel 1870.

Così ho immaginato quelle figure femminili, morbide e desiderabili di Manet. Che bensì spesso le dipingeva nude ma sempre adornate di ninnoli, fiocchi e di fiori; e piano piano, ripercorrendo quel magico periodo, ho rivissuto il romanticismo, la dolce eleganza, la coquetterie, la leggiadria di signore ritratte da Renoir a Tissot, da Beraud fino ad arrivare a Boldini.

Hanno gioito i miei occhi rivedendo in un’immaginaria pellicola i colori del giardino Moreno di Bordighera descritti da Monet e ne ho rapito i verdi, i blu e gli aranci, mi sono entusiasmata nel ricreare i volants sbiechi o plissè, le gonne morbide, le scollature uasi osè di Tissot, ho rivisitato nei tailleurs i colli di Louis Anquetin, ho ricercato i bruni e i grigi di Bonnard e Cezanne fino a perdermi nelle leggerezze degli abiti di Boldini.

Così ne è risultata una collezione che non premia quelle magrezze esasperate ai limiti dell’anoressia che da molti anni combatto e che solo da poco è stata bandita, ma che valorizza uno stile simbolo di un modo di essere totalmente “quella” donna fragile e forte, elegante e gentile e al contempo moderna.

Nel taglio dei tailleurs e degli abiti si evidenziano le spalle, risbocciano i seni, le vite sono segnate e i fianchi certamente…più rotondi.

Grazie

Raffaella Curiel

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