Scroll to top
© 2018, Fashion in Town | Credits: Sacrèm Studio | All right reserved.

So Fashionable Seoul


Gabriele Gattozzi - 31 ottobre 2012 - 0 comments

Per noi italiani la Corea del Sud – patria di colossi industriali come Samsung, Hyundai e Kia – è pressoché sconosciuta e ancor di piu lo è la moda coreana, ma per le strade di Seoul (megalopoli di 12 milioni di abitanti che si pronuncia come “soul” in inglese) si possono incontrare le persone piu fashion victim del mondo. Ne è una prova la Seoul Fashion Week (SFW), una manifestazione ormai consolidata nel calendario internazionale che è giunta al suo 13esimo anno di attività. Nel programma dell’edizione di ottobre appena conclusa si contano una cinquantina di sfilate con le collezioni menswear e womenswear (che tratteremo separatamente) per la stagione PE 2013 nella sezione “Seoul Collection”, con un occhio di riguardo anche alle proposte dei designer emergenti all’interno del contenitore “Generation Next”. La SFW è fortemente promossa e sponsorizzata dal governo metropolitano che per ogni edizione stanzia circa 3 milioni di Euro destinati in massima parte all’internazionalizzazione della moda coreana e al sostegno dei giovani stilisti, alcuni dei quali riescono poi ad effettuare il salto di categoria nella sezione dei big. Le location dell’ultima edizione sono state principalmente due: il War Memorial of Korea (qualcosa di vagamente paragonabile al nostro Altare della Patria che – viste le tensioni crescenti in Estremo Oriente – assume un forte valore simbolico) e la Xi Gallery (uno spazio multifunzionale avveniristico e ad alto contenuto di design). Proprio le due location così differenti tra di loro ci offrono la possibilità di comprendere come in Corea – e a Seoul in particolare – convivano le due anime di questo popolo: tradizione e tecnologia. E lo stesso avviene ovviamente nella moda dove a fianco dei costumi tradizionali si possono trovare le creazioni più sofisticate e cutting edge. Inoltre è doveroso ricordare che in Corea vi è una consolidata industria tessile di qualità (sia nella produzione dei tessuti che nella manifattura) insieme ad un enorme sistema distributivo che conta decine e decine di department store (i piu famosi sono Shinsegae, Galleria, Lotte e Hyunday) dove si possono trovare davvero tutti i brand del mondo, dai più famosi a quelli di nicchia. Non mancano ovviamente gli operatori del fast fashion come Zara e H&M, ma da un pò di tempo si fanno strada anche i concept store ed è emblematico che proprio a Seoul abbia aperto i battenti il primo 10 Corso Como all’estero. A questi canali di vendita bisogna poi aggiungere il caratteristico mercato di Dongdaemun, dove si può fare shopping da mezzanotte fino al mattino, e le vendite su internet, di cui i coreani detengono il record a livello mondiale. Sempre a Dongdaemun è in corso di completamento il mega progetto del design distric dell’archistar Zaha Hadid. Dicevamo, insomma, “la Corea questa sconosciuta” ma qualcosa sta cambiando e il merito va ad una canzone – con relativo videoclip e passo di danza – che negli ultimi mesi e diventata un vero e proprio tormentone anche da noi in Italia e Europa: si tratta di “Gangnam Style” del cantante PSY,  il cui  look e diventato imitatissimo, soprattutto per quanto riguarda le stringate bicolore, completo nero, papillion nero e occhiali da sole. Più fashion victim di così…

 

Related posts