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Taranto resiliente, modello Slow per le città del 2050


Sonia Rondini - 27 Dicembre 2020 - 0 comments

Se Taranto svolta, può svoltare tutto il Paese“. Interessanti le parole pronunciate da Rinaldo Melucci in occasione della conferenza “Le città che cambiano: Taranto e i nuovi ecosistemi per la resilienza urbana”.

Durante l’incontro organizzato insieme a Slow Food nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto 2020, sono stati confrontati modelli di città che, proprio a partire dalle difficoltà, sono rinate, come Bogotà o Bilbao, puntando su educazione e cultura, sostenibilità e bellezza.

«In questi giorni avremmo dovuto incontrarci in Puglia in occasione di Terra Madre Taranto, ma la pandemia ce lo ha impedito. Questa conferenza è quindi un percorso che ci porterà nel 2021 alla prima edizione dell’evento voluto dal Comune di Taranto e da Slow Food per vivere e raccontare la straordinaria biodiversità di Taranto, città al centro dei progetti di Slow Food Puglia» ha raccontato Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus introducendo il dibattito.

«Trasformare le città affinchè diventino insediamenti umani più inclusivi e sostenibili è un’impresa impegnativa che esige nuove idee e paradigmi. Ecosistema Taranto può diventare il punto di riferimento affinché altre città inizino questo percorso virtuoso e in questi tempi incerti e difficili un esempio come quello di Taranto può essere di grande aiuto» ha evidenziato Carlo Petrini, presidente di Slow Food.

Con quell’atto è partito ufficialmente il progetto sperimentale Plastic Free nel Mar Piccolo di Taranto, che prevede l’uso di retine biodegradabili e compostabili, realizzate in Mater-Bi, per la coltivazione dei mitili tarantini. Un esempio virtuoso di blue economy che si inserisce perfettamente nel quadro strategico di Ecosistema Taranto.

«Taranto ha un genius loci formidabile dato dalla combinazione tra il suo passato fondato sulla monocoltura e le sue potenzialità naturali, come la bellissima baia e la qualità dell’ambiente e dei prodotti ittici. È un luogo paradigmatico che in questo momento può attrarre grandi risorse, come il Next generation Eu e i Btp verdi dello Stato italiano, concentrate sulla transizione ecologica. Fondamentale è quindi farsi trovare pronti con buoni progetti in grado di rivitalizzare la biodiversità di cui la città è ricca ma che è stata soffocata in passato» ha evidenziato Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia politica della Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata, co-fondatore di Next e Gioosto, e consigliere economico del ministro dell’Ambiente. 

Taranto può cambiare. Basta iniziare.

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