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Tempo sospeso: Natino Chirico omaggia Chaplin, Fellini e Magnani


Sonia Rondini - 23 Ottobre 2017 - 0 comments

Da tempo presente da protagonista sulla scena artistica nazionale e internazionale, Natino Chirico è nuovamente ospite della Galleria SpazioCima, sita in via Ombrone 9, Roma. “Tempo sospeso” è il nome della sua nuova personale, che proseguirà sino a venerdì17 novembre. La mostra, curata da Roberta Cima e organizzata con Giuliano Graziani e Laura Piangiamore, è a ingresso gratuito, orari 10-13 e 14-19, dal lunedì al venerdì. In esposizione una selezione di opere della sua produzione più recente, che vede, dopo i cicli pittorici dedicati al cinema e ai suoi grandi interpreti, lo sviluppo di nuovi temi legati al mondo della natura e alla riflessione sull’uomo nel mondo attuale. Il rapporto di Natino con il cinema nasce nella sala parrocchiale deve da bambino andava a vedere i suoi primi film e dove la sua fantasia prendeva il volo immedesimandosi negli eroi dei kolossal storici. Il mondo del cinema diventa protagonista di un lungo periodo della sua produzione artistica a partire da una serie di lavori commissionati per i 100 anni del cinema, che lo hanno portato a ritrovare in alcuni grandi protagonisti motivi di particolare interesse espressivo.

Tempo sospeso mostra

In Fellini la fantasia, il sogno; nella Magnani la forza e la dignità delle donne; in Chaplin il genio del ‘900 e la dignità del lavoro. “Il titolo di questa mostra – spiega Chirico – viene dal mio lavoro di quest’ultimo periodo, che vede emergere nel mio immaginario forme primarie -il cerchio, l’ovale- e rarefarsi il colore. E questa è la mia risposta a un oggi incerto, che richiede riflessione e ritorno a elementi/valori di base, come a raccogliere le forze e le idee per un nuovo scatto in avanti. Quindi un “tempo sospeso”, ma gravido di nuove espressioni.” 

E nel testo critico a catalogo Valeria Arnaldi scrive: “A valori antichi e forme primigenie Natino regala nuove luci. Brillanti. Preziose. Non prive di ombre. Perché è proprio lì, ancora una volta nel contrasto tra la perfezione algida, nell’assolutezza dell’idea, e la sua rappresentazione umana, appassionata e volutamente “segnata” da schizzi di colore che sono indice della velocità di pensieri ed azioni, che riposa il segreto di un Bello condiviso e, soprattutto, condivisibile”.