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Berlino: cosa fare e cosa vedere in 48 ore


Sonia Rondini - 27 febbraio 2018 - 0 comments

Una delle cose che più mi piace fare è viaggiare il primo giorno dell’anno. Berlino è stata la scelta di quest’anno. Viaggiare è, da sempre, una delle poche certezze della mia vita. Possono cambiare i compagni di avventura (non sono mai uguali, strano), ma mai questa mia buona abitudine a cui col cavolo che rinuncio. Si dice che quello che fai il primo dell’anno lo fai tutto l’anno, quindi… Dopo Marrakech, quest’anno è stata la volta di Berlino. Dal caldo dell’anno prima al freddo dell’anno dopo. Il consiglio è di visitare Berlino da Marzo in poi quando le temperature non oscillano intorno lo zero. Si arriva facilmente a Berlino. Esistono voli diretti effettuati da Alitalia o Ryanair per esempio o voli con scalo a Monaco come nel caso di Lufthansa. Arrivati a Berlino, è facile spostarsi in centro con i mezzi. Il sistema integrato dei trasporti pubblici di Berlino (BVG) è super efficiente. La rete dei trasporti è suddivisa in tre zone (A, B e C) per le quali è necessario un solo biglietto, valido nelle linee sotterranee (U-Bahn) e di superficie (S-Bahn) della metropolitana, nonché sui tram e sui battelli che navigano attraverso i laghi cittadini. Il costo di una corsa singola AB (valida per due ore) è di €2.80; quello per la zona ABC (che comprende l’aeroporto di Schönefeld) costa invece €3.40; il biglietto “Kurzstrecke” (breve distanza) consente di effettuare un massimo di tre fermate in treno (e sei in autobus) al costo di€1.60. Non male no? Se pensate che a Roma si paga 1,50 per un bus che non sai mai se arriva, spendere 2,80 euro per un bus pulito e puntuale ha il suo perché…

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Detto questo, andiamo oltre. Tra le cose che vi consiglio di vedere assolutamente la Gemäldegalerie che possiede la più importante collezione al mondo di pittura europea dal XIII al XVIII secolo, con capolavori di tutte le epoche storiche, tra cui dipinti di grandi maestri quali van Eyck, Bruegel, Dürer, Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Rubens, Rembrandt e Vermeer. Ticket d’ingresso: 10 euro. Stupendo!

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Dire Berlino significa parlare di Pergamonmuseum, che con un milione di visitatori all’anno è il museo d’arte più visitato della Germania. Il museo di Pergamo ospita ricostruzioni di edifici monumentali come l’altare di Pergamo e la Porta del Mercato di Mileto, con parti originali provenienti dai siti archeologici. Il museo è aperto dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00, con una apertura straordinaria di giovedì fino alle 20.00. Carino anche il Neues Museum con il busto di Nefertiti, il teschio dell’uomo di Neanderthal ritrovato a Le Moustier, le opere d’arte amarniana del Museo Egizio e una collezione papirologica unica al mondo.

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Berlino è una città malinconica. Sono ovunque i rimandi alle tristi vicissitudini storiche che l’hanno vista protagonista. Nel quartiere di Mitte un monumento commemora gli ebrei vittime del genocidio nazista. Essenziale, sobrio, grigio, austero questo monumento. Qui regna il silenzio. Stessa identica situazione di rispettoso silenzio si osserva presso lo spettacolare Berlin Jüdisches Museum di Daniel Libeskind. Il Museo, ha spiegato Libeskind, “descrive e integra, per la prima volta nella Germania del dopoguerra, la storia degli ebrei del Paese, le ripercussioni dell’Olocausto e il senso di disorientamento spirituale connesso a tutto ciò. Ed è anche semplicemente un museo, con la documentazione esposta alle pareti”.

Ma Berlino è anche vita! Da passare magari sorseggiando una birra da Augustiner am Gendarmenmarkt o mangiando würstel, maiale e Brezel a go go in qualche posto trovato a caso come il Café Orange (Oranienburger Str. 32).

Su tutto resta l’aver condiviso il mio viaggio con Alfredo, un uomo che, pur con il suo irritante passo d’alpino, mi ha insegnato che alcuni momenti della vita devono essere vissuti come un turista su un calesse. La verità è che le cose belle, e io non lo sapevo, hanno il passo lento. Anche se sei a Berlino…

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