Scroll to top
© 2018, Fashion in Town | Credits: Sacrèm Studio | All right reserved.

Fashion in Town incontra il soprano Mariana Altamira


Elena Parmegiani - 15 Gennaio 2017 - 0 comments

In esclusiva per i lettori di “Fashion In Town” si racconta in questa intervista il soprano italo-argentino Mariana Altamira. Per chi non la cnoscesse, Mariana inizia a soli 3 anni a studiare pianoforte e a 14 anni si presenta come solista con l’Orchestra Giovanile di Buenos Aires. Si esibisce in diverse nazioni: Argentina, Francia, Stati Uniti, Italia, diretta da grandi Maestri, tra questi Placido Domingo. Dal 2005 è Consulente Musicale della Radio Vaticana, in questa veste realizza per l’emittente programmi dedicati alla Musica Classica, all’Opera Lirica e alla poesia argentina.

 E.P.: Mariana l’abbiamo vista recentemente impegnata nei concerti “Sacrum, una preghiera in musica per la pace universale” diretti dal Maestro Jacopo Sipari Di Pescasseroli. Ci descriva le sue sensazioni nell’aver dapprima interpretato il “Requiem” di Verdi e successivamente la “IX Sinfonia” di Beethoven. In quale opera si rispecchia di più come vocalità e timbro e perchè?

M.A.: Il nostro amato progetto “SACRUM” ha un profondo significato per me; è un sogno che si è realizzato e che ha fatto sì che potessimo festeggiare egregiamente i primi dieci anni della nostra Accademia Musicale “Maria Rosa Coccia”. Il “Requiem” di Giuseppe Verdi è una partitura molto esigente per tutte le voci soliste, la parte del soprano, che ho sempre ritenuto la voce dell’umanità che chiede a Dio pietà nel giorno del giudizio universale, richiede un grande dominio della tecnica vocale in modo tale da poter usare la voce esprimendo emozioni e parole, pensieri e azioni all’estremo delle proprie possibilità. Io amo moltissimo questa parte. In questa opera Verdi ha espresso la sua potenza massima. E’ un capolavoro assoluto. La “IX Sinfonia”, a sua volta, chiede anch’ essa alla voce del soprano una performance d’eccezione, la capacità di usare la “messa di voce” ossia il “pianissimo” con scioltezza e sicurezza, facendola “passeggiare” con leggerezza per note altissime… cosa assolutamente non facile, glielo assicuro! Questa sinfonia è un grande capolavoro che rappresenta un altro modo di sentire la spiritualità, ed è al tempo stesso una melodia straordinaria e bellissima. Devo dire, in risposta alla sua domanda, che mi trovo “comoda” in ambe due le composizioni e che ho avuto il privilegio di poterle cantare nello stesso anno a poco tempo di differenza l’una dell’altra, cosa sicuramente non abituale. Un vero privilegio!

E.P.: Sua madre era una violinista, possiamo dire che la musica faceva già parte già del suo DNA, infatti ha iniziato a tre anni a studiare il pianoforte. Quanto ha contato la sua famiglia nella scelta della sua carriera artistica?

M.A.: La mia famiglia è stata determinante nella scelta della mia vita come artista . Come lei ben dice mia madre, Laura, violinista con formazione pianistica, mi guidò da piccolissima allo studio del pianoforte e lo fece anche con miei fratelli ( Marco e Julian). Anche mio padre, Hector, sebbene fosse un architetto, era un bravissimo chitarrista. Tutto questo non può che formare l’anima di una persona che ha da sè la predisposizione all’Arte. Ho assecondato la mia anima ad inseguire questo percorso. Ma quello che mia madre e mio padre hanno seminato in me continua ad alimentare la mia vita e lo continuerà a fare sempre mentre sarò su questa terra.

E.P.: Lei è la Presidente e la Fondatrice dell’Accademia Musicale ed Artistica “Maria Rosa Coccia” che ha lo scopo di promuovere i giovani talenti italiani ed internazionali. Attualmente in quali progetti è impegnata la Vostra Associazione?

M.A.:  La nostra Accademia prepara per il 2017 una straordinaria Stagione Concertistica che presenteremo a breve con enorme entusiasmo. Abbiamo lo scopo di sviluppare e diffondere la cultura musicale. Il nostro sogno, da quando è nata la nostra Accademia, continua a essere lo stesso: coltivare i cuori e le menti alla Musica, alla perpetuazione della visione dei grandi compositori che hanno sognato l’ eternità versando idee musicali magnifiche ed oniriche al tempo stesso. La musica arriva al cuore delle persone, è un linguaggio universale. Nel 2017 sentirete partiture cosi straordinarie come la “Missa Solemnis” di Ludwig van Beethoven, la “Stabat Mater” di Giochino Rossini, l’ “Ottava Sinfonia” di Gustav Mahler. Accompagnateci e condividete con noi ogni nota, uscirete dai nostri concerti sempre più ricchi!

E.P.: Che difficoltà oggi si riscontrano nello scegliere di intraprendere una carriera nell’ambito musicale? Si sente di dare un consiglio ai giovani che scelgono questo percorso artistico?

M.A.: Per i giovani di oggi tutto è difficile. La carriera artistica è da sempre una strada fatta di molte rinunce. Serve forza spirituale e passione unita a resistenza all’avversità ed una cosa che per me è fondamentale: la fede in Dio, perchè quello che siamo è dono suo, dato a noi per condividerlo con tutti. E’ un percorso difficile, molto duro ma al tempo stesso anche meraviglioso.

E.P.: Immagini per un momento di non essere una famosa soprana, in quale altra veste si vedrebbe?

M.A.: Non riesco ad immaginarmi come altro che non sia un soprano, una cantante. Amo l’ archeologia e la storia, ma non completano la mia anima così come fa la Musica.

 

 

Related posts