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London Collections: Men


Manuele Menconi - 14 Gennaio 2013 - 0 comments

London Collections: Men è tutto quello che ci si potrebbe aspettare da un evento dedicato alla moda maschile e, data la sua brevità – solo tre giorni –, anche qualcosa in più. Non solo un evento per fashion addicted, ma che certamente li ha accontentati con gli show di Vivienne Westwood e Fashion East; non solo una celebrazione del classico stile British di Savile Row, che senza smentirsi ha costruito attorno all’uomo una presentazione impeccabile; non solo un consolidarsi di tradizioni, come nel caso di Burberry e Alexander McQueen. Alla settimana della moda maschile di Londra, quello che è emerso sono i dettagli in tutto il loro fascino. Gli oggetti che ci accompagnano ogni giorno sviluppati in tutte le loro potenzialità. La sezione dedicata agli accessori, poco più di un corridoio al primo piano dell’Hospital Club, dove si è svolta la manifestazione, era tanto piccola quanto esclusiva. Fra i pochi, tre hanno rappresentato la sintesi perfetta di come un accessorio possa diventare molto di più e di come indossarlo possa veramente fare la differenza. Alice Made This, realizza tre diverse linee di gemelli sull’unico concetto della ricerca della perfezione: in tessuto annodato, in ceramica e in metallo. Tutte in edizione limitata, dovuta anche alla difficoltà di realizzazione di ciascuna. Nel caso dei gemelli annodati, ogni singolo pezzo è intrecciato a mano e la loro preziosità è racchiusa nel cuore di ogni nodo, che contiene la storia antica di una tradizione. La ceramica, che richiede agli artigiani di farsi ancor più precisi perché lavorare un oggetto tanto piccolo quanto delicato richiede un impegno certamente maggiore, è bianca con disegni geometrici sulla parte piatta dei gemelli: inusuali, ricercati, da collezionisti. La linea in metallo è tanto chic quanto contemporanea: l’incredibile lavorazione con macchinari che sfruttano nanotecnologie conferisce ad ogni pezzo un allure che lo trasporta fuori dal tempo. Marwood, presenta una collezione che accontenta i gusti di ogni gentlemen senza peccare mai di sciatteria. Dalla scelta dei tessuti al disegno dei pattern che ammiccano – sempre con discrezione, siamo inglesi! – dalle cravatte e dai papillon, fino ai fazzoletti da tasca, il gusto di Becky French ,madre, più che designer, della collezione, incontra involontariamente quello della migliore tradizione sartoriale partenopea. In Italia, dove vorrebbe aprire un punto vendita, più che alla concorrenza, potrebbe dare avvio a una bellissima collaborazione. Ombrelli. In uno stato come la Gran Bretagna dove la pioggia è una quasi una condizione esistenziale, sono un oggetto talmente comune da passare spesso inosservato. London Undercover, senza stravolgerne l’essenza, realizza una gamma di ombrelli talmente curati nei dettagli che si potrebbe temere di rovinarli con l’uso. Da quelli con doppia fodera a contrasto, quasi fossero cappotti, a quelli da borsa – per uomo, quindi non esattamente pocket – a quelli che, chiusi, potrebbero passare per eleganti bastoni da passeggio. Con un accessorio del genere, il rischio è di fare la danza della pioggia prima di uscire di casa per poterlo portare con sé.


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