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Taki Labo’: a Roma il nuovo esperimento culinario di Massimo Viglietti


Sonia Rondini - 27 Luglio 2020 - 0 comments

Taki Labo’ è una tagadà di emozioni scandito da una playlist di sottofondo da applausi. Un mix di sapori e di suoni che solo uno chef come Massimo Viglietti poteva creare.

Punk solo all’apparenza, lo chef Viglietti è da 40 anni protagonista della cucina italiana ed è, dal 21 luglio, colui che dirige Taki Labo, anteprima di Taki Off, una versione laboratorio “spin off” del futuro progetto gastronomico in via di realizzazione e che ora viene ospitato nell’ala dedicata alla ristorazione dinamica del kaiten.

Per me sarà una palestra, un laboratorio dove lavorare alle mie idee, per poi lanciare successivamente Taki Off. I clienti vivranno un’esperienza immersiva, ogni sera ci sarà una performance differente, con la mia musica di sottofondo. Nei piatti troverete gli ingredienti giapponesi ma non solo, perché ho pensato a delle proposte senza frontiere: dovrete prepararvi a “The dark side of Taki”, una sua altra faccia ripensata da me, per chi vorrà vivere una serata inaspettata. In alternativa si potrà sempre scegliere l’armonia di Yukari, che sa mostrare il lato più vero del Sol Levante”, spiega lo chef Viglietti.

Un menu non menu quello di Massimo Viglietti.

La formula è quella del menu degustazione in cui lo chef parla di se stesso, del suo passato e del suo futuro e lo mostra con ricchezza di colori, profumi, sentori.

Due le proposte: una in dieci portate con wine pairing a 130 euro mentre il percorso in sei portate, sempre con abbinamento di vini e bevande, a 90 euro.

“Il vino è un alimento e, come tale, devono esserne considerati gli apporti nutritivi all’interno di un menu, in cui ogni elemento ha il suo peso. Ho immaginato per questo un insieme di accostamenti con bollicine, vino, sakè, tè che creano per ogni piatto la giusta unione”.

Entusiasma del menù la tartare di manzo con gambero e umori della sua testa, spremuti a freddo a tavola direttamente dallo chef, l’Anguilla laccata
leggermente arrostita con la sua pelle viene proposta con una salsa parmentier, e un dolce: la Banana, cioccolato bianco, frolla salata e caviale .

Un piatto provocatoriamente maschilista, un omaggio alle donne (in un modo un po’ hard). Una crema di banana dà l’idea delle gambe della donna e sopra si ritrova “il paradiso” con la preziosità del caviale. Ai lati le
due componenti grasse, cioccolato bianco e frolla, creano un gioco di consistenze da gustare in un unico boccone con l’ausilio di due cucchiai.

Un azzardo vero, ma d’altronde da uno chef che mixa Femme Fatale dei Velvet Underground a Nick Cave passandoper Primal Scream e Ride cosa ci ci si poteva aspettare?

Il pubblico ha un’insaziabile curiosità di conoscere tutto, tranne ciò che vale la pena conoscere. Oscar Wilde

E Viglietti, secono me, deve essere conosciuto. Ne vale assolutamente la pena.

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