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A Todi la mostra di Beverly Pepper


Sonia Rondini - 7 Dicembre 2014 - 0 comments

Dopo aver dato notizia qualche giorno fa dell’installione di Beverly Pepper all’Ara Pacis di Roma, ecco arrivarne un’altra su una mostra ideata da Carlo Primieri e in programma a Todi, presso lo spazio UNU (Via Mercato Vecchio, 16) dedicata alla celebre artista americana. L’esposizione, visitabile fino al 6 gennaio 2015, ha come protagonista, appunto, la scultrice americana Beverly Pepper che ha contributo – con la sua presenza a Todi dal 1972 – a creare la fama internazionale della città rendendola un punto di riferimento per molti artisti e intellettuali di tutto il mondo. Come già avvenuto nelle due precedenti edizioni, l’intento della micro-galleria è anche quello di proporre artisti che hanno un legame diretto col territorio tuderte. A distanza di quasi cinquant’anni, viene riproposta al pubblico la scultura Embrace – in acciaio inox con base in pietra di lavagna e piedistallo in acciaio inox alta 90 cm – realizzata nel 1965 per l’esposizione presso la Galleria Marlborough di Roma e pubblicata sul catalogo con il testo critico di Milton Gendel. L’opera composta da una profusione di elementi metallici fusi insieme per simulare un abbraccio collettivo, ben esprime la capacità dell’artista di trasferire calore ed energia al freddo metallo caricandolo di una tensione dinamica accentuata anche dalla luminosità e lucentezza dell’acciaio inox. Una fase fondamentale e decisiva del suo procedere artistico è il lavoro in officina, dove l’artista esprime tutta la sua forza creativa come si evince dalla fotografie pubblicate nel catalogo di questa mostra scattate nel 1965 alle acciaierie di Terni. L’opera, con la sua carica vitale, ben si adatta con l’ambiente archeologico di fondendo l’elemento metallico con la pietra naturale delle pareti e delle volte romane e medievali, caricando il fornice di una nuova tensione dialettica. Inserito all’interno delle mura romane del Mercato Vecchio, è un piccolissimo spazio espositivo che per la sua conformazione stretta e alta può ospitare una sola opera. Questa sua particolarità genera un coinvolgimento diretto tra visitatore-spazio-opera favorendo così una relazione quasi intima e suggestiva tra lo spettatore e la creazione artistica.

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