Nomen omen… “Divina” non poteva che essere una commedia divinamente spumeggiante. Anna Mazzamauro è una vera e propria mattatrice e si riconferma una delle più fulgide attrici nel firmamento teatrale italiano. Una brillante commedia francese, riadattata dalla stessa Mazzamauro, che strappa numerose risate e al contempo fa riflettere non poco circa il modus operandi tipico del mondo dello spettacolo. Divina è una star, una conduttrice amatissima, coccolata, temuta e viziata, che un bel giorno si ritrova senza lavoro, licenziata. Al suo devoto assistente l’ingrato compito di comunicarle che la produzione ha deciso di chiudere il programma per lanciare una conduttrice più “fresca”. La vendetta di Divina verrà servita tra pentole e tegami, all’interno di una bislacca trasmissione di cucina condotta da un suo ex fidanzato, Jean Baptiste, e dalla giovane Emilie. Divina accetterà la conduzione di questa folle trasmissione, lontana dal suo standard, dal suo vecchio mondo fatto di lustrini, uno studio televisivo cool e milioni di telespettatori adoranti. Questa star, con un colpo di scena, dimostrerà di cosa è capace e, subito dopo il trionfo, farà cadere la maschera che da sempre utilizza per attaccare e difendersi.
Oltre alle risate e ai sorrisi che Divina, il fashionista Eros, Emilie, Jean Louis e Jean Baptiste regaleranno, il vero cadeaux di Divina allo spettatore è una bella riflessione circa la vacuità dell’effimero e la vera sostanza di cui è composto ciò che brilla (quanto realmente?) negli schermi.

DIVINA è una commedia di Jean Robert-Charrier, adattata da Anna Mazzamauro, diretta da Livio Galassi, con Anna Mazzamauro (Divina), Massimo Cimaglia (Jean Baptiste), Giorgia Guerra (Emilie), Michele Savoia (Jean Louis) e Lorenzo Venturini (Eros). Produzione E20inscena.

Traduzione Giulia Serafini; Musiche Sasà Calabrese; Scene e Costumi Domenico Franchi; Abiti per Anna Mazzamauro Massimo Castagno.

In scena fino al 5 novembre, a Milano, presso il Teatro Martinitt.