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Fashion in Town incontra Fabrizio Imas, un giornalista fuori dall’ordinario


Sonia Rondini - 4 Aprile 2020 - 0 comments

Estroverso. Divertente. A tratti bellissimo. Fabrizio Imas è quanto di più si avvicina al mio concetto di spirito libero. Charles Bukowski scrisse: “L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino.” Vero. Fabrizio sprigiona energia e gioia contagiosa rispondendo semplicemente “Ciao” al telefono. Giornalista di moda e spettacolo, è diplomato in arti drammatiche all’Istituto Lee Strasberg di Los Angeles, ha interpretato il ruolo di padre Danilo per due anni nella soap opera più longeva degli Stati Uniti: “The Days of Our Lives”. Viaggiatore seriale, possiede un animo sensibile, un’ironia fuori dal comune e una grande professionalità. Fintamente cinico, è sempre pronto ad ascoltare e mai a giudicare e “ di questi tempi” – dice – “non è una cosa scontata. Non occorre sempre fare la morale, non c’è bisogno”. 

Nome: Fabrizio | Cognome: Imas | Dove sei nato? Torino | Città in cui vivi? Roma | Cosa è la bellezza? In questo mondo frenetico è qualcosa che mi soffermo a guardare più di una volta. Può essere una persona, una strada, un quadro. Quando riconosci qualcosa di bello ti soffermi. | La bellezza è relativa o assoluta? Assolutamente relativa. La bellezza è negli occhi di chi guarda. Ognuno di noi ha un suo pensiero di bellezza. Dipende molto dallo stato d’animo.| La mania del tuo guardaroba? Sono maniaco dell’ordine. Non in modo ossessivo. Se proprio devo dirti, piego i calzini in tre parti. | L’accessorio che ti caratterizza? L’orecchino con la croce. Mi ricorda George Michael. Sono vissuto con il suo mito. E poi braccialetti e anelli personalizzati. Tra questi ne ho uno fatto a New York e inciso “Fab”. | La prima cosa che osservi in una persona? Il sorriso perché capisci la trasparenza e l’apertura di quella persona. Utile per l’approccio, ma non per la valutazione di quella persona. | Dove ti senti a casa? Sono zingaro dall’età di 18 anni. Ho vissuto a New York, Los Angeles, Viareggio e ora Roma. Mi adatto ovunque. Posso dire di sentirmi a casa ovunque mi sento bene. | Ti manca casa? Mi manca la mia famiglia, non la mia casa. I miei sono due che hanno sempre viaggiato. Mi hanno trasmesso la loro “mobilità”. | Ami viaggiare? La mia vera passione è il viaggio. Mi piacciono i posti nuovi, arricchirmi di luoghi e persone. Il viaggio apre la mente. | Che musica ascolti? Questa domanda aveva senso farla prima di iTunes e di Spotify. Ora la musica è come un fast food. Siamo tutti diventati tuttologi. | Il tuo prossimo obiettivo? Non saprei dirtelo. Mi sento appagato così. Forse un programma mio, la direzione di un giornale, non so. | Il tuo motto? Mors tua, vita mea. Sul mio lavoro non c’è amicizia. Ci sono i colleghi. So quello che voglio. Sono sempre stata una persona determinata.

Mentre ascolto la sua canzone preferita (Like a prayer di Madonna), la mia attenzione è attratta da queste tre strofe: “You are a mystery | Just like a dream | You are not what you seem”. Fabrizio è molto di più di quello che sembra all’apparenza. Fabrizio è musica, è colore che invade e colora una giornata grigia e gli da un senso.

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