Modelle come quadri tra le opere d’arte della centralissima galleria romana “Spazio Nuovo” , in via D’Ascanio, sfileranno giovedì con gli eleganti abiti di Vittorio Camaiani  ispirati a Marrakech. Prende infatti il via “Atelier per un giorno” la manifestazione ideata dal talentuoso designer marchigiano che permette alle sue clienti di toccare dal vivo gli abiti, così come nei famosi atelier anni 50′ dove la moda era a servizio delle acquirenti che in tempo reale potevano interagire con le mannequins e lo stilista. Gli ospiti, oltre che da Vittorio Camaiani e sua moglie Daniela, saranno accolti dai Direttori della Galleria, Guillaume Maitre e Paulo Pérez Mourìz. Spazio Nuovo, fondato nel 2010, si dedica allo sviluppo dell’arte contemporanea italiana e internazionale, con un’attenzione speciale verso la fotografia e il lavoro degli artisti latinoamericani. La sua innovazione poetica e il suo rigore hanno permesso alla galleria di rafforzare i propri legami con importanti collezionisti e istituzioni internazionali quali l’Accademia di Francia a Roma, Palazzo Altems ed importanti ambasciate. Camaiani per la sua collezione invernale si ispira proprio ad un suo recente viaggio in Marocco e riporta nei suoi abiti i frammenti del misterioso Magherb, in un sapiente omaggio a questa terra di spezie e di mosaici, di luci abbaglianti e di ombre. É una collezione che riporta in vita la Marrakech di Yves Saint Laurent, un viaggio creativo tra passato e presente che avrebbe certamente affascinato anche Talitha Getty, la fashion icon degli anni Sessanta che importò per prima l’estetica etno-chic dal Marocco a Roma. Lo stilista sorprende sempre con le sue collezioni, che sono fatte di sottili citazioni, di suggestioni che toccano il tema principale in modo mai scontato e anche questa volta è un gioco raffinato di rimandi ad evocare il “suo” Marocco. Il viaggio reale diventa per Camaiani viaggio mentale, creando una collezione di forte impatto scenografico, sospesa tra sartorialitá e originali impennate creative. Per la parte giorno, il giallo, il rosso, l’ocra delle spezie, si trasformano per magia negli intarsi delle bluse in cachemire color carta da zucchero, che cita la latta dei barattoli delle botteghe del souk di Marrakech. Le spezie tornano poi nei riquadri sartoriali in cachemire, lane bouclé, tweed dei cappotti a vestaglia e nei ponchos. Il blu indaco dei mosaici della Madrasa Ben Youssef compare nelle tessere di lana bouclè appoggiate alla silhouette dei pantaloni o nelle tasche delle gonne in flanella grigia, in un gioco suggestivo e quasi futurista che compone e ricompone i disegni tipico dell’arte marocchina. Per la parte sera, le bluse di organza di seta si colorano delle maxi tessere spruzzate di cristalli di un mosaico scomposto, e sono abbinate a pantaloni neri decorati con tessere multicolore. Le tute caftano e gli abiti da sera alternano sapientemente i batik dipinti a mano su disegno dello stilista alle lane ricamate. Il metallo lavorato a mano di placche decorative che provengono dal souk di Marrakech si appoggia sulle spalle di giacche in flanella grigia e chiffon. Le calzature realizzate da Lella Baldi si muovono trasversalmente nella palette della collezione in stiletti e stringate che citano le babouches, mentre i cappelli che accompagnano molti dei capi richiamano in versione femminile il tipico fez marocchino.

Partner dell’evento:
Vini cantina Ciù Ciù
Hanno collaborato:
COMPAGNIA DELLA BELLEZZA
MakeUp VIVIANA RAMASSOTTO
Shoes LELLA BALDI
Hats JOMMI DEMETRIO