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“Urban Eyes” : street-art nel cuore di Roma.


Michele Potenza - 28 Settembre 2016 - 0 comments

Inaugura oggi la mostra “Urban Eyes” e sarà visibile tutti i giorni fino a Novembre. Doppia chiave di lettura per la scelta del nome dell’evento: urbane eyes, ossia occhi urbani, urbanizzare; urban, invece, come obiettivo e strumento della mostra che raccoglie le opere di cinque artisti della street art con in comune l’uso della bomboletta spray: parliamo di Giorgio Bartocci, DAFF, EFY, Luca Font e NEO.

luca_font_brick_scultura1                                             bartocci_7_fragments_giorgio_bartocci_sermoneta_11

Il “Margutta” Veggy Food e Art ha voluto riaprire la stagione dei vernissage con questo evento sulla street-art, che nasce a New York negli anni Settanta- Ottanta, dalla necessità di gridare al mondo i propri pensieri, fuori dalle logiche del mercato dell’arte, conquistandosi un luogo tutto proprio, come ad esempio, vecchi capannoni, muri, contesti urban trascurati o abbandonati. Argomenti diversi, tecniche inusuali, provocazioni sociali e idee surreali: un mix di colori e luci, di strategie e sinergie che si fondono per creare qualcosa di nuovo, una voce di rottura.

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Giorgio Bartocci sviluppa un linguaggio creativo istintuale e fluido da cui emergono figure congiunte da un movimento armonico, continuo e atavico. Tratto distintivo di è una stilizzazione di occhi-naso-bocca impressa nella materia danzante, a ricordare l’elemento palpitante e vitale che lega il mondo.

DAFF nasce come writer, ma oltre ai marker, acrilici e spray, per il suo universo artistico utilizza stickers, vecchie lire, carte, francobolli, pezzi di metallo tutti originali e vintage.

Dai treni e muri fino ai tatuaggi passando per i lavori su carta, il minimo comune denominatore delle creazioni di Luca Font è l’interesse per grafica e la sintesi visiva.

Dallo spray al colore liquido, attraverso la gestualità e il dripping, le creazioni di NEO sono squarci visionari di luce ed energia che vanno a ricomporre in geometrie reticolari una dialettica tra gli opposti.

EFY, infine, reinterpreta l’antica tecnica di stampa della xilografia utilizzando catrame e spray al posto dell’inchiostro, per ottenere ogni volta pezzi unici pur utilizzando la stessa matrice.

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