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A porte chiuse. Sul palco del Piccolo Eliseo l’inferno rivive attraverso il tango


Sonia Rondini - 18 Aprile 2014 - 0 comments

Mercoledì 23 e giovedì 24 aprile, in occasione del 99esimo anniversario del genocidio armeno, la Compagnia Incontroverso, nata da una fusione tra cultura teatrale Italiana ed Armena, porta sul palco del Teatro Piccolo Eliseo di Roma “A porte chiuse” tratto dall’omonima opera di Jean-Paul Sartre, che farà rivivere sul palco l’inferno attraverso il tango. Protagonisti Sargis Galstyan, che è anche autore delle coreografie, Claudia Mancinelli, Lorenzo Girolami e Marine Galstyan, che firma inoltre la regia. Completano il cast Valentina Nesti, Arsen Khachatryan, Silvia Aiuvalasit. La storia? Due donne e un uomo, Ines, Estella e Garcin vengono spediti all’inferno: una stanza con una sola porta, chiusa, e all’interno tre sedie. Qui i personaggi s’incontrano e scontrano per la prima volta. Hanno storie diverse ma in comune la ragione per cui sono lì a condividere quel vuoto. Immaginavano l’inferno come un luogo di torture fisiche e in assenza di queste si credono per un attimo salvi. Ma la sofferenza non si fa attendere e presto si accorgono di quanto sia feroce l’espiazione. Inizia una lenta e crudele presa di coscienza della propria colpa e il dramma personale di ciascuno viene allo scoperto. Ecco il vero inferno! E’ tutto nella loro mente, è un dolore eterno che si consuma nella loro psiche. Una rappresentazione del tutto originale che si fonde con il tango, sulle musiche di Astor Piazzolla, René Aubry, Gothan Project e Mariano Mores, e che restituisce all’opera dinamiche e ritmi accattivanti. Un canale espressivo più diretto per trasmettere l’angoscia e la disperazione dei personaggi, specie quando il dolore li rende muti. In assenza di parole il corpo si ribella e libera il suo linguaggio. Nasce una nuova ricerca teatrale che unisce diverse arti e le sintetizza in un unico stile espressivo.

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