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La Reginella: tradizione kosher nel cuore di Roma


Sonia Rondini - 25 Febbraio 2017 - 0 comments

C’è un posto nuovo a Roma, aperto da appena qualche mese, che potrei consigliare a tutti coloro che sono curiosi o amanti della cucina giudaico-romanesca: La Reginella. Immerso nel cuore pulsante della Capitale questo ristorante kosher mantiene ancora vive le tradizioni culinarie del ghetto ebraico e della Roma storica di cui oramai si conservano pochissimi ricordi. Il Portico d’Ottavia, splendido monumento storico dell’età augustea, è lo sfondo perfetto per un locale che ha l’intento di riportare in vita i sapori di una cucina, fatta di piatti poveri ma estremamente gustosi. Ricette della tradizione romana si mescolano alla perfezione con specialità cucinate nel totale rispetto delle regole della kasherut, preparate esclusivamente con carne e pesce kosher, escludendo i frutti di mare e gli altri ingredienti non idonei.

 

LaReginella, Sala Interna

 

In un ristorante come La Reginella non potevano mancare piatti tipici di Roma come i carciofi alla Giudia, l’abbacchio allo scottadito, il baccalà fritto e la carbonara, cucinata però senza mescolare carne e latticini, ma proponendola nella variante con carciofi e carne secca. Accanto a questi, il menù offre specialità caratteristiche della tradizione culinaria del ghetto ebraico, piatti che raccontano la storia di una comunità che da molti anni si raccoglie in una delle zone più belle della Capitale. Ne è un perfetto esempio la zuppa di pesce kosher, un piatto povero caratteristico proprio del quartiere ebraico, un tempo poco distante dal porto fluviale di Ripa Grande, dove le donne raccoglievano teste e lische di pesce per preparare questo ottimo piatto per la famiglia. A distanza di decenni, La Reginella la ripropone in una variante più raffinata ma ugualmente gustosa.

LaReginella, Carciofo alla Giudia

Non sembrano affatto dimenticare le tradizioni gli chef di questo ristorante kosher, che preparano ogni giorno pane artigianale e dolci gourmet. Un’attenta selezione di vini italiani ed israeliani completa il profilo di un locale che ha tutta l’intenzione di rivisitare la cucina giudaico-romanesca, conservandone i sapori e rendendoli il più possibile contemporanei. Da provare.

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